Gesù verrebbe alla tua festa di Natale, se invitato?

Gesù verrebbe alla tua festa di Natale, se invitato?

21 Dicembre 2018 1 di Timoteo Lauditi

La tristezza, la malinconia, il senso di vuoto che il Natale suscita in molti, ha un motivo: l’ho sentito alla radio stamattina, quando lo speaker chiedeva agli ascoltatori “Was wünschisch dir für Wienachte? cioè “cosa desideri per Natale, cosa vuoi per Natale”.

Ecco, il senso di vuoto che il Natale anticipa durante i preparativi e lascia poi come retrogusto, è contenuto proprio in questa domanda: Cosa vuoi a Natale?

Il Natale del Sole Invitto – che invece molti attribuiscono erroneamente a Gesù – non basa la sua sostanza sulla verità che Cristo insegnò per essere felici. Nella Bibbia, in Atti 20:35, vengono citate le parole di Gesù su quello che porta ad essere felici: “C’è più felicità nel dare che nel ricevere”.

Il più grande Maestro insegna che se mi concentro sul ricevere non potrò essere felice quanto invece se mi concentro al dare.

Lo dimostra la pubblicità che viene fatta in questo periodo, per acquistare regali, per sè e per altri. Se faccio una festa in cui mi aspetto – per tradizione – che mi si facciano dei regali , ci sarà grande probabilità che i regali non mi piacciano perché ripetitivi, inutili, doppi, non pratici o deludendi le aspettative. Se cerco il regalo più bello, più costoso per fare – io – bella figura, sto pensando più a “ricevere” (congratulazioni) che al “dare”. Se poi la mimica facciale del ricevente palesa delusione, sarò infelice anche nel dare. Dopo le feste nei negozi c’è un notevole via-vai per la permuta dei regali, così il significato di un regalo decade e lascia un vuoto ulteriore.

Nel Sermone della Montagna (Matteo 5:2) Gesù disse che per essere felici bisogna cercare di soddisfare il bisogno spirituale, non quello materiale, che crea ansia.

Come indica un video virale, molti non sanno praticamente nulla su Gesù: né quando nacque (almeno il periodo, perché la Bibbia indica solo la data della sua morte, ma non quello della sua nascita), né da dove veniva, né come si chiamavano i genitori, né che religione aveva, né il motivo per cui è venuto sulla terra, né chi fosse il Padre.

Molti lo sanno, ma ugualmente, per tradizione, per comodità, per mancanza di coraggio di essere diversi, ogni anno ripetono gli stessi errori. E torna l’infelicità. In pratica festeggiano la nascita del loro presunto Leader, Gesù, ma non si attengono ai suoi insegnamenti, dimostrando apertamente di non credere in lui. Preferiscono farsi ingannare, piuttosto che affrontare la verità.

C’è un passo biblico molto duro, come tutte le verità, su cui bisogna riflettere:
Per questo motivo Dio permette che siano sviati da un’influenza ingannatrice che li induca a credere alla menzogna, affinché siano tutti giudicati perché non hanno creduto alla verità ma hanno provato piacere nell’ingiustizia.” – 2 Tessalonicesi 2:11,12

Non è condannabile essere stati ingannati; accade spesso. Però oggi circolano molte verità sulla falsità del Natale. La gente si è informata.

Condannabile è provare piacere nella menzogna e persistere in essa.

Gesù verrebbe alla tua festa di Natale? Non credo proprio!

Timoteo Lauditi, 21.12.2018

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