SONO SEDUTO AL BAR

SONO SEDUTO AL BAR

22 Luglio 2019 0 di Timoteo Lauditi

Sono seduto al bar
con l’espresso già finito
mentre lei senza pretese
mi guarda quieta e mi sorride.

Ha l’usuale blusa bianca,
e quei capelli amaranti
che le cadono di lato
rendono il suo abito gessato
dove tra un po’ io poserò
una raccolta di parole.

Non domanda né commenta
questa pagina splendente
ma empatica attende
ch’io su di lei distenda
parole in versi delle mie gesta.

Si è presa il tempo perché io possa
tra il profumo del caffè e lo scontrino
tirar giù due righe col pennino.

Le parole sono poche,
all’inizio introverse
e anche un po’ scontrose.
Ma ha orecchio questo foglio
il cui spazio prima intero
si riduce ad ogni segno
che dà forma al mio pensiero
e il cui bianco lento cede
per dar posto al colore,
al colore dei pensieri
che a vederli così in fila
anche senza rima
sembrano essere i sentieri
della mia concisa vita:

“A TE CHE SEI LA MIA POESIA
A chi regalerò le poche mie parole…”

Timoteo Lauditi, 22 luglio 2019
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