UN GIORNO SONO SCESO GIÙ DA ME

UN GIORNO SONO SCESO GIÙ DA ME

11 Luglio 2019 0 di Timoteo Lauditi

Un giorno sono sceso giù da me
Per scrutare nei piani inferiori
Le stanze di una vita spesa fuori
Tra i rumori di città sfollate
Ed i frastuoni di deserte strade.
Volevo accertarmi del Magone
(che non è certo un Grande Mago)
E vedere cosa fosse quel peso
Che da un po’ mi trascinavo appeso
E mi distraeva inconsciamente
Mentre depredavo ogni istante.
Ho ritrovato oggetti dimenticati;
Erano lì soli, tristi e impolverati.
Mi parve volessero parlarmi
E capire dicessero che, da anni
Speravano taluno si facesse vivo.
(Intendevano me, chi altri!)
Sentivano sempre rumori da fuori
E si chiedevano quale importanza
Richiedesse tutta quella mia costanza.
Avevan nostalgia di un po’ di luce
E del respiro un’urgenza acuta.
Mi son chinato per accertarmi,
E ho spolverato la Solitudine:
Che bello vederla sorridere!
Ho messo in piedi l’Amor Proprio
Che stava appoggiato in modo improprio,
Ed era veramente stanco
Che gli dolesse sempre lì il fianco.
Ho risalito uno ad uno ogni gradino
Insieme ad essi ma pianino,
Per evitare il rumore li assordasse
E la luce li atterrisse.
Li ho protetti avvolgendoli col cuore
E li scudo col mio amore.
Da allora abitano il mio soggiorno
E parliamo insieme ogni giorno.
Mi par strano, ma forse è vero:
Da allora mi sento più leggero.

Timoteo Lauditi, 11 luglio 2019
Tutti i diritti riservati

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