LA CORSA DEL TEMPO

LA CORSA DEL TEMPO

28 Dicembre 2000 0 di Timoteo Lauditi

Trascorre inesorabile il Tempo
scivolando sulla gente e sulle cose
senza sonoro, strisciando
per sentieri di vita,
non voltandosi mai un attimo.

È una corsa ‘sì lenta in gioventù,
persino immobile, come volesse
incantar con la propria eternità.

Poi scivola velocemente,
vorticando, abissandosi possente
come una cascata, ma muto,
segnando impercettibilmente il passaggio
sui volti e sui capelli, canuti
o persi, solcando le fronti,
rugando la terra, piegando gli animi
e i dorsi, mutando pensieri e attitudini
di chi viaggia ancora insieme a lui.

E cavalcando sul suo dorso
fatto di irripetibili attimi,
di interminabili istanti
che presto si mutano in ieri,
ci teniam a questi fortemente aggrappati
illusi di non dover scendere mai.

Ma mirando i compagni lontani
e l’immagini nostre mutate,
e contemplando i ricordi del tempo che fu,
del Tempo ci spaventa la forza
e ci tristisce la sua corsa,
ché mentre esso percorre la sua via
ci consuma e ci spegne lentamente,
e dopo averci fatto scendere,
senza arrestarsi, ci lascia lì,
immobili, smorti, estinti.

Ed esso continua a trascorrere
inesorabile, inarrestabile,
cavalcato da nuovi compagni
viaggiatori, illusi e ancora illesi,
senza pensare a noi un solo istante
né soffermandosi mai sui segni che lascia.

Timoteo Lauditi, 28.12.2000

Primo classificato luglio 2019
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